lettera AIAB - FIRAB su conflitto interessi EFSA
Alla Cortese attenzione del
Ministro Renato Balduzzi
Ministero della Salute - Sede
p.c.
Ministro Mario Catania
MiPAAF - Sede
Rappresentanza Permanente dell’Italia presso l’Unione Europea
Oggetto: Consiglio di amministrazione dell'EFSA
Egregio Ministro Balduzzi,
Le scriventi AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB) desiderano esprimerLe la più viva preoccupazione relativamente al caso di Mella Frewen, designata dalla Commissione Europea per il Consiglio di Amministrazione dell'EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare.
Mella Frewen ha precedentemente occupato la posizione di Direttore per gli affari governativi in Europa, Medio Oriente e Africa della Monsanto, occupandosi di diversi temi tra i quali le agrobiotecnologie e i pesticidi e dal 2007 ha ricoperto l’incarico di capo lobbista del gruppo industriale alimentare FoodDrinkEurope (già CIAA) dove ha, tra l’altro, esercitato pressioni per consentire l’ammissione di contaminazioni negli alimenti da eventi OGM non autorizzati in Europa.
Come noto, il Consiglio di Amministrazione svolge un ruolo importante nelle funzioni dell’EFSA, approvandone il programma di lavoro e decidendo i nominativi degli scienziati chiamati a comporre i panel di esperti. Le scriventi organizzazioni ritengono pertanto che la nomina del Mella Frewen sia destinata a creare pericolosi conflitti di interesse all'interno dell’operato del Board dell’Agenzia.
Già l’8 maggio, Diána Bánáti ha rassegnato con effetto immediato le proprie dimissioni da membro e presidente del CdA dell'EFSA in seguito alla decisione di assumere un incarico presso l’International Life Sciences Institute (ILSI) e a insistenti richieste volte a rimuovere presupposti di conflitto di interessi.
Tali problemi sono stati anche evidenziati dal Parlamento Europeo con il voto del 10 maggio u.s. contrario all’approvazione del bilancio dell’Agenzia per l'anno 2010, in considerazione del quadro di criticità intorno alla credibilità dell’EFSA, gravemente inficiato da molteplici casi di potenziale conflitto di interessi e di ‘porte girevoli’ che permettono la penetrazione di interessi parziali a scapito dell’interesse generale.
Le scriventi organizzazioni ritengono pertanto indispensabile una piena presa di consapevolezza di questi gravi problemi da parte delle Istituzioni del nostro Paese e della sua Rappresentanza presso le Istituzioni Comunitarie, richiedendo pertanto che l’Italia, Paese onorato di ospitare l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, si erga a paladina di un’iniziativa forte in seno al Consiglio UE tesa a dare un segnale chiaro di ripristino di un quadro vocato all’interesse pubblico, a partire dal rigetto della nomina della sig.ra Frewen in seno al Board dell’EFSA.
Nell’esortarLa a promuovere un’iniziativa europea che conferisca dignità e trasparenza all’operato dell’EFSA, restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti e Le trasmettiamo i più cordiali saluti.
Presidente AIAB Presidente FIRAB
Dr. Alessandro Triantafillydis Dr. Vincenzo Vizioli
Per contatti: Dr. Luca Colombo, Segretario Generale FIRAB, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; tel. ++39 06 45 43 74 85
Ministro Renato Balduzzi
Ministero della Salute - Sede
p.c.
Ministro Mario Catania
MiPAAF - Sede
Rappresentanza Permanente dell’Italia presso l’Unione Europea
Oggetto: Consiglio di amministrazione dell'EFSA
Egregio Ministro Balduzzi,
Le scriventi AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB) desiderano esprimerLe la più viva preoccupazione relativamente al caso di Mella Frewen, designata dalla Commissione Europea per il Consiglio di Amministrazione dell'EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare.
Mella Frewen ha precedentemente occupato la posizione di Direttore per gli affari governativi in Europa, Medio Oriente e Africa della Monsanto, occupandosi di diversi temi tra i quali le agrobiotecnologie e i pesticidi e dal 2007 ha ricoperto l’incarico di capo lobbista del gruppo industriale alimentare FoodDrinkEurope (già CIAA) dove ha, tra l’altro, esercitato pressioni per consentire l’ammissione di contaminazioni negli alimenti da eventi OGM non autorizzati in Europa.
Come noto, il Consiglio di Amministrazione svolge un ruolo importante nelle funzioni dell’EFSA, approvandone il programma di lavoro e decidendo i nominativi degli scienziati chiamati a comporre i panel di esperti. Le scriventi organizzazioni ritengono pertanto che la nomina del Mella Frewen sia destinata a creare pericolosi conflitti di interesse all'interno dell’operato del Board dell’Agenzia.
Già l’8 maggio, Diána Bánáti ha rassegnato con effetto immediato le proprie dimissioni da membro e presidente del CdA dell'EFSA in seguito alla decisione di assumere un incarico presso l’International Life Sciences Institute (ILSI) e a insistenti richieste volte a rimuovere presupposti di conflitto di interessi.
Tali problemi sono stati anche evidenziati dal Parlamento Europeo con il voto del 10 maggio u.s. contrario all’approvazione del bilancio dell’Agenzia per l'anno 2010, in considerazione del quadro di criticità intorno alla credibilità dell’EFSA, gravemente inficiato da molteplici casi di potenziale conflitto di interessi e di ‘porte girevoli’ che permettono la penetrazione di interessi parziali a scapito dell’interesse generale.
Le scriventi organizzazioni ritengono pertanto indispensabile una piena presa di consapevolezza di questi gravi problemi da parte delle Istituzioni del nostro Paese e della sua Rappresentanza presso le Istituzioni Comunitarie, richiedendo pertanto che l’Italia, Paese onorato di ospitare l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, si erga a paladina di un’iniziativa forte in seno al Consiglio UE tesa a dare un segnale chiaro di ripristino di un quadro vocato all’interesse pubblico, a partire dal rigetto della nomina della sig.ra Frewen in seno al Board dell’EFSA.
Nell’esortarLa a promuovere un’iniziativa europea che conferisca dignità e trasparenza all’operato dell’EFSA, restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti e Le trasmettiamo i più cordiali saluti.
Presidente AIAB Presidente FIRAB
Dr. Alessandro Triantafillydis Dr. Vincenzo Vizioli
Per contatti: Dr. Luca Colombo, Segretario Generale FIRAB, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; tel. ++39 06 45 43 74 85
FIRAB copromuove il Forum Internazionale "Democratizzare la Ricerca Agricola"; Germania ottobre 2012
Workshop Internazionale di St. Ulrich
sulla Democratizzazione della Ricerca Agricola
per la Sovranità Alimentare e le Culture Agrarie Contadine
22 (sera) – 25 ottobre 2012
sulla Democratizzazione della Ricerca Agricola
per la Sovranità Alimentare e le Culture Agrarie Contadine
22 (sera) – 25 ottobre 2012
Se siete impegnati a:
- dare vita a un modello alternativo di sviluppo agricolo e rurale
- promuovere una nuova modernità in Europa costruita su vivaci culture contadine
- democratizzare la ricerca agricola e alimentare per garantire che i suoi indirizzi e la sua governance siano decisi in primo luogo da agricoltori e cittadini (piuttosto che dalle aziende multinazionali)
- sostenere la sovranità alimentare, i modelli di produzione basati sull’agroecologia e il controllo dei contadini su sementi e razze
- dare, a chi è di solito escluso, una voce che conti nella definizione delle politiche agroalimentari, comprese quelle relative alla ricerca
- realizzare processi di sovranità alimentare che permettano ad agricoltori e cittadini di esercitare il loro diritto a decidere in relazione alle politiche alimentari e agricole
- alla ricerca di metodologie di ascolto e inclusione delle voci di contadine/i e popoli indigeni in merito ai metodi di produzione, agli indirizzi strategici di interesse generale e alle scelte tecnologiche
- interessati a esercitare un impatto sulle politiche e a democratizzare la ricerca agricola per il bene pubblico, mettendo i cittadini, invece che le multinazionali, al centro del processo decisionale
- al lavoro per rafforzare le reti che uniscono sistemi autonomi di ricerca e innovazione e che valorizzano gli scambi tra agricoltori
- impegnati in alleanze e reti per rafforzare le culture contadine e gli scambi per la sovranità alimentare in Europa e in Africa, Asia e America Latina
siete gentilmente invitati a condividere la vostra esperienza e le vostre riflessioni partecipando al Workshop Internazionale sulla Democratizzazione della Ricerca Agricola per la Sovranità Alimentare e le Culture Agrarie Contadine in programma a St. Ulrich (nei pressi di Friburgo, nella Germania sudoccidentale) dal 22 (sera) al 25 ottobre 2012.
Obiettivi del workshop
offrire ai contadini partecipanti (uomini e donne) di Ande, Africa Occidentale, Iran e Asia meridionale l’occasione di condividere le esperienze e gli esiti maturati in seno al programma “Democratizzazione della Ricerca Agricola e Alimentare” (www.excludedvoices.org) e presentare le proprie osservazioni su come garantirsi sostentamento futuro, diritti e dignità
- favorire uno scambio di esperienze, punti di vista e visioni di un futuro desiderabile tra agricoltori e attivisti europei e i contadini provenienti da Africa, Asia e America Latina
- deliberare su argomenti di comune interesse e sviluppare le strategie per la ri-creazione di modelli di ricerca agricola e sviluppo che possono rafforzare le culture contadine volte al benessere delle persone e della natura
- identificare le possibili convergenze, le alleanze e le sinergie tra le organizzazioni e le reti degli agricoltori impegnate a rafforzare la sovranità alimentare in Europa con il processo promosso dal programma “Democratizzazione della Ricerca Agricola e Alimentare” in Africa occidentale, Asia meridionale, Asia occidentale e nell'altopiano andino
- sviluppare approcci e strategie comuni per democratizzare la ricerca agricola, rivitalizzare lo sviluppo rurale attraverso una cultura contadina vivace, aprire spazi per l'inform-azione di contadini e consumatori/cittadini impegnati sul fronte della sovranità alimentare in tutto il mondo.
L’arrivo delle delegazioni contadine extraeuropee dovrebbe avvenire a St. Ulrich il 16 o 19 ottobre.
Gli aeroporti più vicini sono Zurigo in Svizzera, Francoforte in Germania e Basilea-Mulhouse nella vicina Francia.
L’arrivo dei partecipanti europei è previsto per il 22 ottobre; la partenza il pomeriggio del 25 ottobre o il 26 ottobre mattina.
Sede del workshop
Bildungshaus Kloster St. Ulrich, 79283 Bollschweil, Germania
Tel:. ++49 0 76 02/9 10 1-0 Fax: ++49 0 76 02/91 01 90
eMail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
I partecipanti (circa 70)
• 20 agricoltori provenienti da Asia, Africa, America Latina
• 25 agricoltori e attivisti provenienti dall'Europa
• 10 agricoltori e attivisti provenienti dalla Germania
• traduttori e organizzatori
Programma provvisorio
Un viaggio di 4 giorni (17-21 ottobre 2012) aperto ai partecipanti provenienti da India, Iran, Mali, Perù e Bolivia precederà la conferenza e porterà a visitare aziende agricole tedesche e a offrire occasioni di apprendimento comune.
Si visiteranno il Farmer Forum della Foresta Nera, il Movimento Rurale sul Lago di Costanza, un Mercato Contadino e un’azienda agricola alternativa nei pressi di Friburgo.
1° giorno: 22 ottobre 2012 (sera)
Ore 18.00: Inaugurazione del Workshop Internazionale di St. Ulrich
- Importanza del workshop e obiettivi dell’incontro
- Introduzione dei partecipanti
- Programma e metodologie del workshop
Buffet con prodotti biologici da produttori locali della Foresta Nera
2° giorno: 23 ottobre 2012
Introduzione e scambio di informazioni - Dare to Share (osare scambiare)
- cosa sappiamo e facciamo in tema di agricoltura contadina e sistemi alimentari
- scambio di esperienze tra tutti i partecipanti tramite un Forum di condivisione delle informazioni
- individuazione degli argomenti più rilevanti
- confronto con i Media
Sera: serata culturale
3° giorno: 24 ottobre 2012
Approfondimento tematiche e progettazione di alternative. È necessario aprire spazi decisionali su:
• priorità e agenda degli agricoltori per costruire conoscenza e ricerca agricola
• democratizzazione di metodologie e politiche (includendo nelle decisioni chiave le voci escluse)
• diritti collettivi: accesso alla terra e alle altre risorse naturali
• rafforzamento delle conoscenze contadine e delle loro istituzioni locali per conservazione e uso sostenibile dell’agrobiodiversità: a livello di aziende agricole, sistemi di produzione e paesaggio
• autonomia di sistemi alimentari e modelli di produzione
• visibilità e invisibilità delle donne in agricoltura - invertendo i pregiudizi di genere
• ripensamento dell'economia, del commercio e dei mercati per perseguire la sovranità alimentare
Durante la pausa pranzo visita della chiesa e del training center di St. Ulrich.
Programma sociale serale: degustazione vini, con competizione tra vini convenzionali e biologici
4° giorno: 25 ottobre 2012 (fino alle ore 16.00)
Mobilitare le idee e le azioni di una vivace società rurale
1. brainstorming e passeggiata nella foresta sui seguenti temi strategici:
• come trasformare la ricerca agricola per la sovranità alimentare: strategie per cambiare le politiche e i finanziamenti della ricerca e dell'istruzione con/da/per i cittadini
• dialogo interculturale tra i diversi sistemi di conoscenza e rafforzamento delle reti di agricoltori innovatori/sperimentatori
• sovranità agricola, sistemi alimentari, e culture agrarie contadine
• comunicare il cambiamento
2. come influenzare la politica agricola e cambiare la scienza e la tecnologia dei sistemi alimentari per il bene comune e la sovranità alimentare
3. le nostre responsabilità e il nostro impegno - a livello locale, nazionale, regionale e globale
Presentazione pubblica dei risultati e conferenza stampa
Organizzatori
Michel Pimbert, IIED, Londra, Regno Unito ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Bernhard Naegele, Bildungshaus Kloster St. Ulrich ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Caecilia Braun-Mueller ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) & Elisabeth Buecking ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), Katholische Landvolkbewegung, Diocesi di Freiburg
Robert Ali Brac de la Perriere, BEDE, Francia ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Maryam Rhamanian, Cenesta, Iran ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Antonio Onorati, Crocevia, Italia ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Luca Colombo, FIRAB, Italia ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
FIAN-International
Fondation Sciences Citoyennes
Forum Pro Schwarzwaldbauern e.V.
Facilitatori
Maruja Salas ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), Timmi Tillmann ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), Tübingen, Germania
conferenza FIRAB 2 marzo 2012
Alla luce della conferenza "Una Politica Agricola (per il Bene) Comune. La Conoscenza per la Sostenibilità" tenutasi presso una sala del Senato il 2 marzo 2012, CGIL, FIRAB e Legambiente hanno redatto il documento di sintesi che segue.
CGIL FLC - FIRAB - LEGAMBIENTE Una Politica Agricola (per il Bene) Comune La Conoscenza per la Sostenibilità 20 è oggi un numero magico quando si coniugano le politiche agricole, della conoscenza e ambientali. 20 anni dalla prima Riforma della PAC che ha posto nettamente il tema della compatibilità ecologica dell’agricoltura europea; 2020 il termine per il prossimo ciclo di applicazione della nuova PAC attualmente in negoziazione e ancora 2020 l’Orizzonte strategico per il sistema di ricerca e innovazione comunitario. Infine, Rio+20 imminente rendez-vous mondiale per aggiornare gli impegni planetari sullo sviluppo sostenibile. Un quadro complesso e impegnativo di appuntamenti dove è opportuno, quanto necessario, tracciare un filo comune che riesca a porre al centro la stretta relazione che da sempre esiste tra sostenibilità ambientale e climatica dei modelli di produzione e consumo agroalimentare con le reti di conoscenze capaci di premiare la partecipazione dei produttori e la specificità ecologica e sociale dei territori e che possa offrire, nel mezzo di una crisi di sistema dalle molteplici sfaccettature, idee innovative per un cambiamento di paradigma economico. L’appuntamento per la riforma della PAC 2020 è perciò fondamentale per lo scenario nel quale avviene; occasione strategica per riproporre con maggior prospettiva e lungimiranza un’idea nuova di Europa che oggi ha difficoltà ad affermarsi, ma di cui abbiamo indubbiamente bisogno se vogliamo garantire alle future generazioni uno sviluppo sostenibile sia in termini economici che ambientali. Scontato, perciò, il richiamo al concetto di “bene comune” inteso come insieme di principi, istituzioni, strumenti e pratiche che una comunità sceglie di adottare per garantire a tutti, oggi e domani, una vita dignitosa e il mantenimento dell’ecosistema “locale” e “globale”. Un perimetro chiaro e non equivocabile dove la definizione di un modello di sviluppo sostenibile è strettamente collegata alle modalità di accesso e produzione della conoscenza che non può essere considerata una merce nella esclusiva prospettiva dell’immediato ritorno economico. Sostenibilità e Conoscenza quindi, un binomio fino ad oggi marginalizzato, se non totalmente ignorato, nello sviluppo dei sistemi agricoli industriali caratterizzati da un elevato impatto ambientale ed input energetico, alimentato e rafforzato dalle scelte della politica comunitaria che hanno progressivamente liquidato i modelli “tradizionali” come improduttivi, e solo oggi, invece recuperati come fonti di conoscenza per pratiche agricole sostenibili, a basso impatto ambientale e basso input energetico, sui quali innestare processi d’innovazione appropriati e coerenti. Questa visone distorta, che ha determinato, tra le altre cose, un pericoloso processo di contrazione della base genetica delle specie agrarie, è oggi il punto da cui partire se si vuole realmente recuperare un rapporto duraturo tra l’uomo e l’ambiente. Del resto queste valutazioni sono confermate da numerosi studi internazionali, anche in sede FAO, che dimostrano chiaramente come le imprese agricole che adottano sistemi a basso impatto ambientale, a basso input energetico e, particolare non secondario, ad elevata intensità di lavoro, come l’agricoltura biologica, nonostante risultino frequentemente più competitive, non godono di adeguato sostegno politico e scientifico e di conseguenza quote significative delle risorse investite in ambito scientifico si concentrano nella ricerca a favore della ingegneria genetica a sostegno di un modello a carattere industriale che ormai dimostra con assoluta evidenza, oltre al disastroso impatto ambientale, di non essere affatto competitivo e remunerativo per l’impresa agricola. Gli indirizzi politici relativi al sistema agroalimentare devono invece traguardare con decisione modelli agricoli capaci di rispondere all’insieme delle sfide odierne, quali la sicurezza alimentare, la compatibilità climatica, la sostenibilità ambientale, la crescita occupazionale, la cura delle risorse naturali e del paesaggio, la qualità del cibo e del lavoro che lo genera. L'agricoltura biologica offre un esempio di sintesi in tal senso. Da qui nasce quindi l’esigenza di definire per la ricerca pubblica un nuovo modello di conoscenza e innovazione per l’agricoltura, in grado di confrontarsi in modo autonomo di fronte alle finalità e ai modelli della ricerca privata, e di conseguenza un nuovo sistema capace di sostenere quella che, già ora e non domani, è una concreta realtà economica sostenibile rispetto alle non più rinviabili esigenze di un uso rinnovabile delle risorse ambientali. La ricerca e i sistemi di conoscenza possono costituire, quindi, i motori del cambiamento in agricoltura e nelle aree rurali ma ciò che appare sempre più necessario è l’adozione di un approccio olistico, dove gli utili specialismi si misurino con la complessità di un sistema che coinvolge una molteplicità di attori economici nella filiera e che ha forti connessioni con i fattori esterni che condizionano l’ambiente e lo sviluppo sociale ed economico nelle aree rurali ed urbane. Prioritario sarà a questo proposito assumere il valore dell’integrazione come principio guida per costruire reti scientifiche sia di dimensione internazionale, sia di livello territoriale per un concreto approccio alle tematiche strategiche (dalla biodiversità, ai cambiamenti climatici, alla salute e uso dei suoli) e per integrare, secondo un approccio partecipativo, soggetti scientifici e portatori d’interesse, specialisti e non addetti ai lavori, anche per favorire il necessario processo di democratizzazione della ricerca scientifica. Per questa ragione la definizione in sede PAC di determinati obiettivi di sostenibilità non può prescindere dalla ridefinizione di un sistema di ricerca in agricoltura in grado di rispondere a tali obiettivi innovativi e sostenere concretamente uno sviluppo originale e adeguato alle peculiarità di un territorio estremamente eterogeneo come quello italiano che da sempre soffre l’implementazione e l’adattamento di innovazioni maturate e prodotte in altri contesti territoriali che sono alla base delle progressiva marginalizzazione di ampie zone agricole del territorio dove solo lo sviluppo di modelli sostenibili è riuscito a garantire reddito e sostenibilità In questo scenario è significativa la recente comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 29 febbraio 2012 relativa al partenariato europeo per l’innovazione nella quale viene messa in evidenza l’esigenza strategica di investire in ricerca e innovazione per l’agricoltura orientandosi decisamente verso due obiettivi fondamentali: “promuovere la produttività e l’efficienza del settore agricolo” e “la sostenibilità in agricoltura”. Ma soprattutto la comunicazione della Commissione introduce finalmente un nuovo approccio alla ricerca e all’innovazione, orientato a favorire una metodologia dal basso verso l’alto combinata con un’efficace attività in rete. Tale metodologia dovrà inoltre basarsi su più modelli d’innovazione che possono esplicarsi in ambito tecnologico, non tecnologico o sociale e basarsi su pratiche nuove o tradizionali. E il valore aggiunto del partenariato europeo sarà proprio di orientare la ricerca all’innovazione concreta e costituire un approccio dinamico tramite gruppi operativi ai diversi livelli ( europeo, nazionale, regionale e territoriale) con la partecipazione di agricoltori, scienziati, consulenti, ONG,imprese. In questo contesto, la complessa e variegata storia della rete di ricerca in agricoltura italiana, per ovvie ragioni quasi esclusivamente pubblica, rappresentata da diverse e numerose istituzioni (Università, CRA, CNR, ENEA, ISS, ISPRA, INRAN, INEA, Agenzie Regionali ecc.) nella sua indubbia frammentazione territoriale può e deve essere razionalizzata, ma partendo da un approccio metodologico innovativo che vede nella presenza territoriale delle strutture di ricerca una risorsa utile per i sistemi locali. Una scelta che, invece di rimandare a complessi processi di riorganizzazione, i cui esiti non sono affatto scontati, sceglie la strategia della integrazione interistituzionale sulla base di ben definiti obiettivi territoriali misurabili e valutati con trasparenza. Partendo da questi principi e dall’esigenza inderogabile di razionalizzazione per il contenimento della spesa pubblica ma al tempo stesso dalla priorità assoluta di investire in ricerca per l’agricoltura e la sostenibilità innovando il sistema nazionale, valorizzandone le risorse umane presenti e favorendo l’ingresso di giovani ricercatori, risulta prioritario: • Creare un’unica Rete degli Enti di ricerca del Mipaaf e strutturare una governance nazionale per la ricerca agraria partecipata dai portatori d’interesse e dalle Regioni per la programmazione delle attività e l’individuazione della domanda di ricerca e per favorire il trasferimento dell’innovazione prodotta • Creare una cabina di regia della ricerca in campo agroalimentare afferente ai diversi Ministeri per favorire l’integrazione interistituzionale a livello territoriale, la programmazione integrata delle attività e per aggiornare e rendere coerenti e trasparenti le metodologie di finanziamento dei progetti di ricerca, il monitoraggio dei risultati e la valutazione dei ricercatori. • Creare conseguentemente una governance della partecipazione italiana ai tavoli decisionali sulla ricerca in Europa • Assumere orizzonti temporali del sistema di ricerca e innovazione ancorati a una programmazione su base almeno decennale, tale da permettere di qualificare sistemi e saperi complessi e articolati. • Favorire partenariati innovativi per la diffusione di progetti pilota e di servizi tecnici basati sul metodo della rete in grado di trasferire i risultati attraverso un approccio partecipativo che coinvolga agricoltori, ricercatori, tecnici,imprese, ONG e istituzioni a livello tematico e/o territoriale. • Approvare il lancio di un fondo di ricerca di 50 milioni di euro, gestito sulla base dei criteri suddetti e in chiave di esperimento pilota della riforma del sistema di ricerca italiano, destinato all'agricoltura biologica e finanziato dalla messa a disposizione dei fondi della tassa 2% sulla vendita dei pesticidi destinata per legge dello Stato a vantaggio della ricerca nel settore. Oggi è questa la sfida: garantire la sostenibilità attraverso una nuova ed originale proposta di innovazione prodotta dal territorio per il territorio in grado di sostenere il ruolo economico e sociale dell’agricoltura per un ambiente rurale vitale e creativo, protagonista di un rinnovato rapporto tra città e campagna che riaffermi e consolidi sistemi alimentari locali di indubbio valore economico e sociale, utili all’ambiente e alla salute dei cittadini e in grado di modificare abitudini alimentari sbagliate in nome di una malintesa globalizzazione. |
Assegnazione Premio FinziFIRAB è lieta di informare che la dott.ssa Natalia López Mota è risultata vincitrice del premio “Augusto Finzi” per tesi di laurea sull’agricoltura biologica, con il lavoro dal titolo Low-input treatments to control downy mildew in the vineyards |


