PROPOSTE OPERATIVE

Dalla discussione comune sono emersi i seguenti punti ed esigenze meritevoli di considerazione:

  • Area tecnica
    • organizzare per il 2009 una settimana tecnica nazionale, da ripetersi con cadenza biennale
  • Area scientifica
    • è necessario mettersi in rete a livello internazionale per viticoltura e vino lanciando la proposta di coordinamento italiano; condividere strategie tra centri; lavorare sulla  qualità del vino, oltre l’orizzonte normativo
  • Azione di Lobby
    • agire da subito sulla questione Rame attraverso policy paper per MIPAF;
    • organizzare a livello nazionale una rete di contatti regionali che abbia la capacità di reagire velocemente;
    • individuare una lista di priorità per Core Organic II e bandi MIPAF;
    • individuare tavoli istituzionali su cui intervenire (nazionali e regionali)‏
  • Progetti e Finanziamenti
    • chiedere trasparenza su gestione bandi nazionali
  • Prodotti fitosantari
    • agire sulla questione Rame;
    • organizzare un evento per fare il punto sui Fosfiti;
    • affrontare il tema polisolfuro

Nello specifico della viticoltura si segnalano i seguenti argomenti:

  • Metodo di valutazione terreno (CRA, UNIBO/Prober, Centro Viticoltura Sostenibile, GRAB)‏
  • Confronto fra viticoltura Bio e Biodinamica, strumenti di valutazione
  • Concetto di flessibilità applicato a Cu e SO2
  • Migliorare livello professionale produttori
  • Alternative al Cu (es. Fosfiti); presenza di impurità da metalli pesanti in prodotti cuprici
  • S (di origine petrolifera e miniera): Felsinea e CVS hanno effettuato prove da cui non emergono differenze

Nello specifico della frutticoltura si segnalano:

  • Area tecnica
    • formazione di sperimentatori, extension e tecnici agricoli:  manca continuità nella formazione e nello scambio.
  • Area scientifica
    • mettersi in rete a livello internazionale per viticoltura e vino.
  • Azione di Lobby
    • vedi ad es. Cu e viticoltura‏
  • Progetti e Finanziamenti
    • trasparenza gestione bandi,
    • debolezza delle strutture dedicate al biologico
  • Prodotti fitosantari
    • ve ne sono diversi in discussione a livello europeo (Cu, fosfito, polisolfuro, sinergizzanti)‏ e su tutti urge una presa di posizione tecnica e condivisa a livello europeo.

APPROFONDIMENTO SUL RAME
Considerata l'urgenza della questione rame si è approfondita tale tematica e si sono elencati gli elementi per una lettera successivamente inviata al MIPAF ed al Ministero della Salute:  

Situazione attuale:

  1. le multinazionali del Rame stanno difendendo il prodotto, mancano dati sulla tossicologia che EFSA ha identificato proponendo alla commissione di consentire l'uso del rame limitatamente alle colture in serra e ai pomodori.
  2. sussiste la possibilità che il prodotto sia trasferito in annex  A (gli stati membri non hanno possibilità di manovra, mentre in annex B gli stessi possono gestire a livello nazionale la decisione)
  3. è necessario appoggiare il MIPAF, convincendo chi ci rappresenterà a Bruxelles a farlo iscrivere in parte B, quindi fare lobby tra stati membri sensibili e strategici (D) affinché sostengano il mantenimento dell'uso del Rame e si ragioni sulla limitazione che verrà proposta da D a 3kg/ha/anno (il limite si riesce a rispettare in D se si utilizzano il fosfito e/o le argille (Al), di cui però non si fa menzione).

PROPOSTE

  1. aspetti tossicologici: niente di nuovo da aggiungere a quanto già prodotto
  2. altri paesi hanno messo a punto altre strategie sebbene non risolutive (es.: DK patate, D usa come alternativa i fosfiti; NL utilizzano fertilizzante fogliare a base di Cu in frutticoltura non classificato come fitofarmaco). Bisogna tener presenti altre fonti di Rame che giungono al terreno e che, attualmente, non subiscono limitazioni (es. fertilizzanti): andrebbero regolamentati in modo più dettagliato dal momento che possono apportare importanti quantità di metalli pesanti che non sono funzionali a nulla.
  3. proporre il limite su media poliennale (5 anni) e non su singolo anno in modo da rendere l’uso più vicino alle esigenze reali dei produttori (variabilità climatica tra gli anni)‏
  4. i limiti possibili devono essere affrontati a livello di Stati Membri (art. 8 sulla flessibilità), in modo da considerare le diverse esigenze pedoclimatiche
  5. il rame è necessario dal punto di vista tecnico: al momento non esistono alternative praticabili e tecnicamente valide. Le attuali alternative o non funzionano in modo soddisfacente o non sono preferibili al rame (lo stesso programma EU non ha messo a disposizione alternative praticabili; ciò conferma che la comunità scientifica lavora per la riduzione/sostituzione del rame ma non ci sono al momento strade percorribili)‏
  6. aspetto relativo alla prevenzione delle resistenze (e al controllo indiretto di diversi patogeni, quali gli oomiceti in viticoltura  e frutticoltura: marciume nero, cancri rameali, batteriosi, fuoco batterico, black rot, prevenzione botrite, rogna e occhio di pavone, fumaggine dell'olivo)
  7. chiedere “l'uso essenziale” (solo per bio? In realtà è strategico per gestione resistenze anche al di fuori del bio)‏
  8. individuare tavoli istituzionali che possano essere di supporto (es. comitato Stato-Regioni)‏


Intenzione e obiettivo del biologico è ridurre progressivamente l'uso del rame (così come tutti i prodotti e le tecniche che hanno influenza negativa sull'ambiente), monitorando il suo utilizzo e mettendo in campo tutte le strategie per evitarne e/o limitarne l'uso (es.: sistema di monitoraggio, modelli previsionali, prevenzione agronomica, rispetto vocazionalità, ecc.)

Negli anni sono state, in effetti, messe in campo diverse attività tecniche e sperimentali che hanno permesso di ridurre progressivamente le dosi utilizzate nella pratica agricola e la normativa IFOAM e EU ha progressivamente indotto la riduzione delle quantità di rame.

 

Ai lavori del gruppo frutticoltura hanno partecipato 9 fra sperimentatori e tecnici provenienti da 6 regioni diverse, mentre a quelli del gruppo viticoltura hanno partecipato 21 persone, provenienti da 10 regioni, tra tecnici, sperimentatori, produttori e tecnici del controllo.

Poiché  molte delle tematiche sono comuni tra i due gruppi nella seconda parte della riunione si è deciso di unificare i gruppi.