Zootecnia Biologica
IL BENESSERE ANIMALE: COME VALUTARLO E COME TRADURNE I CONCETTI NELLA PRATICA DEGLI ALLEVAMENTI
La discussione ha visto la partecipazione di 19 fra ricercatori, tecnici ed allevatori.
- I ricercatori italiani fino ad oggi hanno utilizzato approcci diversi per la valutazione del benessere animale, seguendo le diverse linee di ricerca europee.
- C’è urgente necessità di adottare un approccio ed un sistema comune di valutazione in modo da poter passare dal piano della ricerca ad uno più applicativo.
- Anche in questo campo va creata una rete fra diversi centri di ricerca che si occupano di benessere animale.
- E’ stato messo in evidenza che attualmente, a livello della UE, si ritengono migliori, più rapidi ed affidabili i sistemi basati sull’osservazione degli animali e non solo delle strutture.
La necessità di valutare gli allevamenti non deriva solo dall’esigenza di applicazione delle norme dei PSR, ma anche da quella di raggiungere lo stesso livello di altri paesi UE, dal momento che la filosofia della zootecnia biologica è basata proprio sul benessere animale.
Si rileva, tuttavia, che spesso è forte la perplessità degli allevatori ad accettate la valutazione della propria azienda, per il timore di eventuali penalizzazioni (es. PSR).
E’ necessario quindi poter agire su 2 livelli:
- da una parte sul sistema di valutazione del benessere, mettendo a punto un sistema di valutazione comune.
- dall’altra sulla assistenza tecnica agli allevatori per aiutarli a crescere ed a migliorare il benessere degli animali allevati, agendo sulla genetica degli stessi (rusticità) e preparando tecnici specializzati
In sintesi, per il benessere animale, è necessario passare ad una fase applicativa che faccia tesoro dei risultati delle ricerche finora effettuate.
IL PASCOLO E LA ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI: COME ESSERE SICURI DI EVITARE GLI OGM E COME FORMULARE DIETE SOSTENIBILI ED ECONOMICHE
- Il pascolo deve essere ritenuto essenziale per il benessere, la salute e la fertilità degli animali allevati secondo il metodo biologico.
- Il pascolo deve caratterizzare la produzione zootecnica biologica, non solo per gli erbivori, ma anche per suini, i polli ed i conigli (non ancora normati dai Reg. CE sull’Agricoltura bio).
- Vanno individuati pascoli utili per le diverse produzioni e le diverse realtà ambientali. Ad esempio vanno distinti:
- pascoli per produzioni che hanno bisogno di maggiore apporto nutritivo (vacche da latte)
- pascoli per produzioni che hanno bisogno di essenze di qualità (pecore, vacche all’alpeggio).
In ambedue i casi si deve lavorare sul miglioramento dei pascoli, utilizzando essenze adatte, e sui sistemi di utilizzazione degli stessi (es. tempi di pascolo diversi a seconda della stagione).Vanno quindi indirizzate ricerche sugli ecotipi di essenze locali e sui sistemi di gestione dei pascoli (tenendo in debito conto i limiti di N da deiezioni).
Sono importanti gli approfondimenti sugli aspetti sanitari (es. controllo parassiti con pascolamento multispecie in parallelo o successione).
Vanno senz’altro fatte valutazioni ecologiche e del bilancio energetico del pascolamento nei nostri territori per raccogliere dati da presentare alla UE.
E’ necessario, infine, difendersi dalle critiche sull’impatto ambientale producendo dati sulle produzioni reali di metano degli animali al pascolo.
Riguardo all’alimentazione si deve approfondire la ricerca sulle proteaginose.
Nel campo dei pascoli c’è, quindi, ancora bisogno di ricerca e possono essere promossi progetti interregionali partendo dai dati dei progetti già conclusi.
GLI ALLEVAMENTI BIO NON NORMATI: IL CONIGLIO E L'ACQUACOLTURA DI MARE E DI FIUME
- l’acquacoltura sarà inclusa nel nuovo Reg. CE sull’agricoltura biologica
- per i conigli i problemi permangono e c’è bisogno di ampliare la ricerca.
- AIAB sta per far uscire un nuovo regolamento (disciplinare) sul coniglio. Gli allevatori comunque hanno bisogno di certezze per muoversi, ad esempio riguardo al problema della utilizzazione delle gabbie e delle loro misure.
L'APICOLTURA BIOLOGICA: CURA DELLE API E VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI
I punti critici, oltre ai pericoli che attualmente colpiscono anche l’apicoltura convenzionale (uso di prodotti pericolosi per le api in agricoltura ed inquinanti ambientali), sono rappresentati da:
- utilizzo di cera biologica priva di residui, non ancora facilmente reperibile.
- possibilità di selezionare famiglie resistenti alle diverse patologie.
- Individuazione di trattamenti sanitari compatibili.


