Cara biodinamica, non stupisce che ti attacchino a testa bassa …

Volentieri pubblichiamo la risposta di Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, relativamente all’articolo riportato da Agronotizie, “Cara biodinamica, quanto ci costi?”, di Mario A. Rosato

 Il solito attacco alla biodinamica, questa volta sul sito Agronotizie (voce italiana dell’agrochimica), non meriterebbe repliche, basato com’è su falsità e distorsioni.[1] Recentemente una trasmissione su RaiNews24 (purtroppo in un servizio pubblico del Paese) aveva attaccato gravemente l’agricoltura biologica e biodinamica nazionale, con simili pretestuose accuse, in favore di glifosato e OGM (questi ultimi non ammessi).[2]

Tuttavia poiché oltre diffondere notizie non veritiere sulla biodinamica, il recente articolo induce anche la falsa credenza di fondi sottratti dalle tasse dei cittadini, occorre occuparsi di questo penoso caso. Primo informazione non veritiera: i fondi di cui si parla non provengono dai cittadini, ma sono versati direttamente dalle aziende di produzione di fitofarmaci al fine di finanziare la ricerca in bioagricoltura, secondo una legge nazionale vecchia di 10 anni. C’è però una questione che disturba alcuni interessi.

Il Ministero dell’Agricoltura ha adottato un encomiabile cambiamento di passo proprio istituendo il Comitato permanente per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, per la trasparenza e l’efficacia nell’assegnazione di fondi. Il MIPAAF li assegnerà per la prima volta attraverso un bando pubblico, in cui i criteri di selezione saranno la trasparenza, la concorrenza tra eccellenze e gli obbiettivi in termini di risultati concreti sul settore. Questo metodo è stato fortemente voluto proprio dalle organizzazioni del biologico e del biodinamico. Il Comitato è stato istituito in modo esemplare, formato dai rappresentanti del MIPAAF, dai suoi più autorevoli istituti di ricerca, dalle organizzazioni agricole nazionali, dalle regioni e province autonome, dalle organizzazioni del biologico e biodinamico.

Ma probabilmente il carattere innovativo, che più allarma certi interessi, è che il MIPAAF abbia reso obbligatorio un coinvolgimento attivo delle aziende, che devono essere protagoniste in ogni fase della ricerca, così da garantire concreti vantaggi per le produzioni del Paese e non finanziamenti o brevetti per comitati d’affari. Sappiamo che questo esempio costituisce un pericolo per qualcuno. Comprendiamo anche che allarmi chi, come l’autore dell’articolo, è proprietario di brevetti industriali su processi da materie prime agricole. Questo non autorizza però nessuno a diffondere notizie non veritiere, con cui si colpiscono non solo le imprese biodinamiche, ma gli interessi generali del Paese.

L’Italia è leader mondiale della produzione in agricoltura biologica e biodinamica e il principale esportatore europeo di questi prodotti.

La biodinamica rappresenta tra il 5% e il 9% del prodotto bio dei grandi buyer europei. Dà lavoro a migliaia di addetti ed esporta per decine di milioni di euro, posizionandosi commercialmente ai vertici dei prodotti di qualità della bioagricoltura. La richiesta del mercato è in continua crescita e un’occasione soprattutto per il bilancio commerciale del Paese. Contrariamente a quello che il lettore potrebbe credere, prestando fede al testo di Agronotizie, gli imprenditori che ricevono la certificazione biodinamica applicano solo e soltanto pratiche ammesse in agricoltura biologica e sono soggetti a rigorosi controlli, anche pubblici. La biodinamica, infatti, è normata nei regolamenti europei.

Come ogni attività imprenditoriale agricola partecipa alle azioni del Paese, anche nelle sedi istituzionali, tese al progresso e al miglioramento delle condizioni economiche e civili. Come ogni altra attività imprenditoriale è inclusa nei tavoli e nei comitati istituiti per il progresso delle attività produttive.

I riferimenti specifici alla biodinamica, compresi i testi virgolettati, che non riproducono fedelmente gli originali, sono distorti.

Soprattutto sono tratti da un testo stenografico, non autorizzato dall’autore, di un ciclo di conferenze tenute agli agricoltori che avrebbero dovuto supportare le prime sperimentazioni nelle aziende agricole e presenta un linguaggio figurato. La dicitura che avverte di questo è riportata chiara all’inizio del testo ed è grave che non sia stata menzionata, mettendo così in cattiva luce la biodinamica. Sarebbe stato serio valutare gli standard ufficiali dell’agricoltura biodinamica e le sue applicazioni in campo. Cosa che molto più seriamente ha fatto il crea nella ricerca menzionata.

Rudolf Steiner, laurea, dottorato di ricerca e incarichi accademici prestigiosi, aveva le competenze scientifiche e metodologiche che gli permisero di scrivere rigorosi testi di epistemologia e di formulare le linee guida e le prime ricerche in campo. Il metodo elaborato permise di dar vita già dagli anni Venti ad aziende produttive, con buone rese e alta qualità nutrizionale e via via si diffuse e divenne il fondamento dell’agricoltura biologica.Le ricerche di Steiner furono fondate su un metodo rigoroso, quello dell’empirismo razionale di cui fu propugnatore, avviando le prime applicazioni pratiche dell’approccio fenomenologico, di cui fu fondatore insieme a Husserl. Collaborava con diversi scienziati nella sezione di Scienze Naturali del centro di ricerca antroposofico da lui fondato a Basilea e ancora oggi operante con centinaia di addetti. Se ci saranno in Italia più ricerche scientifiche, sarà sempre più difficile diffondere notizie non veritiere su pratiche sensate, come quella del corno letame, i cui effetti hanno solide ragioni e non riguardano rituali, religioni o stregonerie.

Sono anche non veridiche le informazioni su Demeter e sull’Associazione per l’Agricoltura biodinamica.

Demeter è un’organizzazione indipendente in mano agli agricoltori per la tutela delle loro produzioni. A differenza di marchi e brevetti di proprietà privata, che arricchiscono altri e non gli agricoltori, demeter è un marchio di proprietà intellettuale collettiva di tutti gli agricoltori che vi aderiscono e vorranno aderirvi in ogni tempo. Le associazioni biodinamiche sono presenti in tutti i continenti, uniscono agricoltori liberi e sono attive affinché la distribuzione della ricchezza lungo la catena del valore, non sia sottratta ai contadini e ai cittadini. Steiner diede vita alle prime banche etiche europee. Non solo avviò la moderna agricoltura ecologica, ma istituì un sistema economico solidale, oggi esempio di una scelta ineludibile. Questo paradigma innovativo è sempre più compreso nel mondo agricolo e dai consumatori, ma spiace molto ad alcuni degli interessi che lucrano su di loro.

 

[1] Mario A. Rosato “Cara biodinamica, quanto ci costi?” in Agrinotizie,  https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2018/01/24/cara-biodinamica-quanto-ci-costi-prima-parte/57176

[2] Programma “Basta la salute”, 3 gennaio 2018, ore 21.30 (e repliche), puntata “Bufale e pregiudizi”.

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