2 dicembre 2013

Agroecologia Partecipata per l’Innovazione dell’Orticoltura Biologica (APIOB)

agroecologiaIl progetto Agroecologia Partecipata per l’Innovazione dell’Orticoltura Biologica (APIOB), finanziato dalla Misura 124 per l’innovazione del Programma Sviluppo Rurale della Regione Lazio, vuole rappresentare un’occasione per fare evolvere contestualmente tecniche innovative di produzione conformi all’approccio agroecologico e un percorso di piena partecipazione da parte degli agricoltori.

APIOB intende quindi produrre avanzamento di processo sul duplice piano del progresso tecnico perseguito attraverso l’acquisizione di soluzioni agronomiche e meccaniche e dell’innovazione organizzativa e sociale tramite la determinazione di occasioni di scambio tra pari in cui moltiplicare i saperi tecnici disponibili ottimizzandone l’efficacia.

Incontro di presentazione di APIOB!

Cosa ha significato il progetto APIOB?

La possibilità di produrre, certificare e valorizzare gli ortaggi biologici rappresenta un’importante opportunità per gli orticoltori laziali biologici in un contesto di costante crescita di interesse da parte del mercato, a partire da quello di prossimità.

Il progetto Agroecologia Partecipata per l’Innovazione dell’Orticoltura Biologica (APIOB) si è posto l’obiettivo di fare da collante tra le molteplici espressioni del mondo agricolo che attraverso l’attività produttiva generano sperimentazione in azienda, favorendo la disseminazione e la condivisione delle esperienze e ambisce a sviluppare innovazione delle tecniche colturali in un quadro di valorizzazione e qualificazione dell’ambiente e nel perseguimento dell’approccio agroecologico, oltre a produrre migliorie dei prodotti offerti.

APIOB consente inoltre di assumere soluzioni tecniche predisposte dalla comunità scientifica e di tradurre a suo favore i contenuti di analoghe azioni sperimentali condotte in azienda, capitalizzando così i saperi diffusi tra gli agricoltori attraverso la circolazione di sperimentazioni ed esperienze ‘tra pari’ e momenti di confronto tra aziende con il rafforzamento di una rete di produttori-sperimentatori.

Tale condivisione di conoscenze è infatti di capitale importanza in agricoltura biologica che per sua natura deve valorizzare e riflettere l’alta variabilità dei processi ecologici e delle loro interazioni con eterogenei fattori produttivi oltre che di mercato, condizioni che impongono plasticità gestionale e grande attenzione (e generosità) nel momento di condivisione delle innovazioni adottate da pari.

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