25 Settembre 2020

Progetto LIFE-GRACE

GRAsslands Conservation Efforts through usage

Settembre 2020 – Agosto 2024

L’agricoltura ha sempre cercato una ovvia alleanza con la biodiversità, addomesticando varietà e razze e integrandosi con quella naturale. La rottura prodotta dalla semplificazione agroindustriale a vocazione ‘monocolturale’ ha, dal secondo dopoguerra, tramutato il settore primario in una minaccia alla diversità biologica, sia essa intesa come patrimonio genetico che come ricchezza di ecosistemi. Tale processo di semplificazione si è massimizzato con l’allevamento intensivo che ha selezionato razze ad alta resa (di un prodotto primario) da foraggiare con pochi alimenti zootecnici, spesso di origine esogena all’azienda e al territorio, generando un drastico declino della biodiversità degli areali agricoli.

Per queste ragioni, recuperare approcci estensivi che ristabiliscano una coesistenza funzionale tra allevamento animale ed essenze vegetali da gestire tramite pascolo può restituire un valore strategico al mantenimento di un presidio zootecnico, soprattutto nelle aree interne, con il loro intricato mosaico di habitat semi-naturali e paesaggio. La flora che vi si è sviluppata viene così restituita all’interdipendenza con pratiche e sistemi di agricoltura estensiva, su cui attivare un monitoraggio e lo sviluppo di sistemi di gestione sostenibile.

Monte Nuria

Il progetto LIFE-GRACE (GRAsslands Conservation Efforts through usage), coordinato dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (ARSIAL) e con partner Comunità Ambiente, Green Factor e l’Università La Sapienza, oltre a FIRAB, si prefigge lo scopo di riqualificare i sistemi di allevamento estensivi, anche tramite l’individuazione di nuove opportunità di mercato per i prodotti zootecnici, quale strumento di gestione dei pascoli e del territorio in tre aree Natura 2000 del Lazio (Tolfa, Monti Reatini, Monti Ausoni).

La regione Lazio presenta infatti una condizione peculiare relativa al rapporto tra aree agricole ad alto valore naturalistico (HNV) e aree agricole Natura 2000: oltre due terzi della superficie totale della Rete N2000 ricade su aree di uso civico (proprietà collettiva civica), un quarto dei quali a pascoli. Questi sono stimati in circa 120.000 ettari su scala regionale, caratterizzati da un suolo sottile con substrati di roccia spesso affioranti, dove l’unico utilizzo ipotizzabile è il pascolo estensivo, a sua volta capace di avvalersi della presenza di 27 razze autoctone di interesse agricolo (5 cavalli, 4 asini, 5 pecore e capre, 3 maiali, ecc.). Tuttavia, queste razze sono minacciate dall’erosione genetica a causa della progressiva rarefazione del pascolo, che negli ultimi 25 anni è diminuita del 50%, e da un valore di mercato non sempre riconosciuto. Ciò ha a sua volta implicazioni significative per la perdita di habitat di interesse dell’UE, come le praterie prioritarie Festuco-brometalia, Thero-brachypodietea o Nardus, a causa della banalizzazione della vegetazione e dell’invasione di cespugli.

Il progetto GRACE vuole analizzare in dettaglio le ragioni e le alternative a una situazione che vincola la permanenza di un modello di gestione basato sul pascolo estensivo nelle aree HNV comprese in N2000, aggredendo tre fattori chiave di blocco: il progressivo spostamento del consumo di carne verso le razze associate all’allevamento intensivo (di qui la necessità di rafforzare il ruolo del consumatore, che seppur indirettamente, incide in modo significativo sulla conservazione degli habitat dei pascoli); la mancanza di operazioni di finanziamento della manutenzione / ripristino di pascoli di interesse comunitario all’interno del Programma di sviluppo rurale (PSR) regionale 2014-2020; l’assenza di una cartografia che mostri la sovrapposizione tra le aree dove le misure dovrebbero essere attuate e le aree dove è già presente il pascolo estensivo.

Con il ripristino di strategie di intervento e di governance di questi territori, connesse alla definizione di opzioni di mercato, GRACE intende così riattivare il potenziale ambientale e socioeconomico dell’allevamento estensivo, coinvolgendo anche gli agricoltori nel monitoraggio degli habitat e migliorando il loro stato di conservazione tramite l’attività di pascolo.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi