SIC.A.RI.B.

SIC.A.RI.B. (Modelli agroecologici di pratiche biologiche conservative rigenerative in Sicilia: un paradigma
per un’agricoltura sostenibile e di valore) è un progetto finanziato dal PSR della regione Sicilia avente
l’obiettivo di migliorare la qualità biologica e fisica dei suoli agricoli attraverso l’implementazione e
l’adattamento di tecniche e tecnologie agricole biologiche conservative o “bio-rigenerative” (consociazioni
colturali, minime lavorazioni del suolo, inerbimenti).

Il progetto è realizzato da un Gruppo Operativo composto da 5 aziende agricole siciliane (Az. Damiano;
Dara Guccione Biofarm; I Locandieri; Az. Balsi; Az. Cusenza), FIRAB, quale ente di ricerca privato, e due
aziende di consulenza, quali ARCA srl e Speha Fresia.

Gli strumenti di politica comunitaria come il Green Deal europeo, la strategia Farm to Fork e quella
dell’UE sulla biodiversità per il 2030, pongono l’attenzione su nuove sfide che le aziende agricole
dovranno affrontare nel breve-medio periodo. In particolare, la strategia Farm to Fork influenzerà le
prossime scelte manageriali e gestionali delle aziende agricole biologiche proponendo di trasformare il
sistema agro-alimentare europeo nel nuovo standard globale di sostenibilità.

Le aziende agricole biologiche si trovano dunque nella necessità di emergere in un contesto normativo con
accresciuta ambizione agro-climatico-ambientale e di mercato più dinamico e competitivo rispetto al
passato. Il settore del biologico si deve quindi innovare impiegando colture ad elevato valore aggiunto e
protocolli di produzione sempre più orientati alla tutela, alla salvaguardia e ad un uso efficiente delle risorse
naturali, in primis il suolo e l’acqua, in una regione, la Sicilia, dove sono presenti suoli mediamente più
poveri di carbonio si affrontano annate con gravi carenze di piovosità, considerando che nell’arco di 80 anni
sono andati perduti circa 200 mm di pioggia (da 800 mm a 600 mm).
Per raggiungere i propri obiettivi, il progetto si articola in tre azioni principali, cui si sommano la
divulgazione e la gestione del Gruppo Operativo:

  1. Implementazione del modello agricolo biologico rigenerativo
  2. Monitoraggio dell’impatto su suolo e agrobiodiversità dei sistemi di gestione a confronto
  3. Attivazione di un Living Lab per la condivisione dell’innovazione agroecologica nel contesto
    territoriale e la discussione degli strumenti di politica agricola
    Dalle prove sperimentali in campo il partenariato si attende:
     La sostenibilità economica dei sistemi innovativi
     Elevata circolarità dei nutrienti
     Un incremento della biodiversità funzionale
     Una maggior consapevolezza degli agricoltori che si aggregano nel Living Lab sugli effetti
    dell’innovazione su qualità del suolo, servizi ecosistemici e aspetti economici

Operativamente, il progetto SIC.A.RI.B. introduce ed adatta in cinque aziende agricole pilota siciliane
(rappresentative delle realtà produttive tipiche della regione, ovvero seminativi e mandorleti) il modello
agricolo biologico conservativo o ‘bio-rigenerativo’, che si sviluppa attraverso una serie di tecniche e
pratiche agroecologiche già testate in altri contesti geografici italiani ed esteri. Il modello si sviluppa
attraverso la combinazione e la sinergia dei principi di gestione del suolo adottati nell’agricoltura
conservativa con quelli dell’agricoltura biologica, rappresentati principalmente da:

  • efficientamento della rotazione colturale dei sistemi produttivi seminativi, attraverso la definizione di un
    piano colturale quinquennale che tenga conto dei benefici derivanti dalla diversificazione colturale e della
    sostenibilità economica aziendale;
  • impiego delle consociazioni colturali grazie alle quali migliorare la qualità e la quantità di produzione, la
    salubrità e fertilità del suolo, la resistenza delle colture dalle principali avversità biotiche e abiotiche e
    ottenere un reddito maggiore dall’unità di superficie del terreno;
  • mantenimento del suolo coperto, attraverso l’inserimento di colture di copertura (cover crops) nei sistemi
    innovativi diversificati erbacei (seminativi) e arborei (inerbimenti controllati nelle interfile), adottando
    specifici sistemi di terminazione e gestione dei residui colturali. Le colture di copertura hanno la funzione
    principale di migliorare le condizioni di fertilità biologica, chimica e fisica del suolo. Ciò va a beneficio delle
    colture che seguono nelle rotazioni dei seminativi e delle colture arboree, nel caso degli inerbimenti controllati.
  • minime lavorazioni per limitare i processi rapidi di mineralizzazione della sostanza organica. Il processo
    delle lavorazioni si basa sull’impiego di una meccanizzazione adeguata sia in termini di attrezzatura che in
    termini di potenza. In questo ambito l’implementazione del modello prevede la definizione e l’adozione di un
    parco macchine in grado di soddisfare i principi delle lavorazioni conservative del suolo. Saranno dunque
    privilegiate macchine passive, non mosse dalla presa di potenza, con possibilità di usi multipli e capacità di
    intervento su diversi tipi e condizioni di suolo e di residui.

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