Il voto del Parlamento europeo sulle NGT si avvicina. Liberalizzare le sementi frutto di editing genetico rischia di compromettere decenni di lavoro su naturalità, tracciabilità e sovranità sementiera.
Il dibattito normativo intorno alle Nuove Tecniche Genomiche (New Genomic Techniques – NGT – secondo la formulazione inglese adottata in sede di negoziato europeo) sta arrivando alle battute decisive in vista del voto al Parlamento Europeo previsto per metà maggio.
Si tratta di una decisione impegnativa per le sorti del sistema agroalimentare europeo. Il settore biologico si oppone fermamente alla liberalizzazione delle sementi derivanti da editing genetico per diverse ragioni. In primo luogo, la scelta è coerente con i principi fondanti sulla naturalità dei processi produttivi. In secondo luogo, sussistono motivazioni regolatorie: sia i vecchi che i nuovi OGM sono infatti incompatibili con i requisiti della certificazione biologica.
Inoltre, si temono contaminazioni incrociate dovute all’assenza di tracciabilità ed etichettatura per gli NGT di categoria 1 (basati sulla distinzione, priva di fondamento scientifico, tra modifiche entro o oltre la soglia delle 20 unità). Infine, il settore intende salvaguardare l’indipendenza tecnico-tecnologica delle produzioni e dei produttori.
Il Consiglio Europeo ha burocraticamente – come routine e senza dibattito – deciso nei giorni scorsi di avviare la bozza di Regolamento al Parlamento europeo che probabilmente si esprimerà in materia il 18 maggio. Il voto può portare al varo definitivo del pacchetto normativo, ma il voto contrario o l’astensione di diversi Paesi membri in sede di Consiglio e persistenti resistenze trasversali in Parlamento non danno l’approvazione per scontata.
Il 5 maggio, in seno al progetto Divinfood, FIRAB organizza con il CREA di Lodi un webinar volto a confrontarsi sui percorsi sementieri e di selezione genetica, con un’attenzione particolare rivolta alle colture neglette e sottoutilizzate come cereali minori e legumi da granella. Sarà un’occasione per ragionare di piano sementiero biologico, NGT, breeding evolutivo e percorsi di valutazione partecipata di linee genetiche mono- e multi-varietali. Per registrarsi e partecipare all’incontro online: https://www.firab.it/divinfood-webinar-sulle-scelte-di-breeding-per-le-colture-neglette-e-sottoutilizzate/ .
Questo webinar apre un ciclo di importanti appuntamenti per FIRAB previsti per prossimi mesi: il 6 maggio (presso la Cooperativa Coraggio di Roma) e il 7 maggio (presso la Sala Cavour del MASAF) concorreremo al workshop “La ricerca per l’agroecologia in Italia: stato dell’arte e prospettive” (clicca qui per maggiori info) promosso in seno al progetto RiflAEssi, di cui siamo partner.
Dal 19 al 21 maggio, sempre presso la Coop. Coraggio e la Città dell’Altra Economia, ospitiamo il meeting annuale del progetto Divinfood, che prevede anche l’interazione con un ampio ventaglio di portatori di interesse e decisori politici.
Il 15 giugno promuoviamo un workshop nazionale sui sistemi di assistenza tecnica in biologico per identificarne punti di forza e debolezza e prefigurare percorsi di sviluppo. A fine giugno, infine, co-promuoviamo con CREA e AIAB un incontro in Sicilia sui temi della produzione biologica in serra per identificarne percorsi tecnici, esigenze e interventi innovativi.
Torneremo dunque in Sicilia, dove da anni lavoriamo con diversi progetti e una rete di aziende e tecnici biologici e agroecologici, anche per sottolineare come la resilienza dei sistemi agroecologici non derivi da soluzioni tecnologiche isolate, ma dal rafforzamento delle relazioni tra componenti biologiche, ambientali e umane. Che non corrisponde affatto all’idea di combinare “matrimoni di interesse” tra TEA (la denominazione italica priva di senso giuridico e scientifico di NGT) e agroecologia, come prossimamente in discussione presso l’Università di Catania.
