World Cafè Territori Bio: come valorizzare competenze e osservazioni tecniche disponibili sul territorio

 

Il progetto Territori Bio finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) del Veneto 2014-2020 promuove una serie di azioni volte, tra le altre, alla promozione della conoscenza dell’agricoltura biologica, dei metodi adottati, dei territori interessati e dei prodotti ottenuti; a favorire familiarizzazione e socializzazione tra tecnici e aziende per tutelare gli interessi degli agricoltori bio; ad aumentare le occasioni di conoscenza innovativa degli stessi produttori e scambio/ condivisione/emersione delle esperienze e per generare una visione collettiva sulle iniziative/azioni da promuovere.

In questo contesto si è inserito, all’interno del progetto Territori Bio finanziato dal PSR, il World Cafè, chiamato così dalla omonima metodologia in cui i partecipanti di dividono in gruppi di lavoro per discutere e facilitare gli scambi di conoscenze/competenze e a rotazione cambiano tavolo dando il loro contributo alla discussione sui diversi temi proposti.

Valorizzare competenze e osservazioni tecniche disponibili sul territorio – Individuare le tematiche prioritarie su cui concentrare l’affiancamento tecnico

Indicazioni emergenti dal World Cafè tenutosi al Biodistretto dei Colli Euganei

Il world cafè TerritoriBio è stato organizzato sulla base di un’agenda e di un calendario predisposto da FIRAB e dai Biodistretti ed è stato comunicato in anticipo a tutte le aziende dei diversi territori interessati, oltre a essere divulgato tramite sito di progetto e quello dei partner.

In particolare, nella serata di incontro dell’11 luglio 2018, tra i tecnici del territorio euganeo e il mondo produttivo, organizzata dal Biodistretto Colli Euganei, presso la sede del Consorzio dei Vini dei Colli Euganei, con il supporto tecnico-scientifico della Fondazione di ricerca FIRAB per gli aspetti di metodologia/funzionalità e organizzazione/gestione del World Cafè stesso, si è registrata una notevole presenza di partecipanti: 60 produttori e 4 tecnici.

L’incontro è stato, quindi, occasione per facilitare una conoscenza reciproca tra aziende e tecnici presenti che si sono potuti confrontare sui punti salienti della conduzione biologica, con particolare attenzione a:

  • gestione colturale delle aziende convenzionali e bio: stato dell’arte;
  • aspetti ambientali, economici, burocratici;
  • quali strategie per il futuro: innovazioni in termini di sperimentazioni, ricerca di nuovi prodotti per la difesa, strategie da adottare vs global warming, sostenibilità aziendale e territoriale, biodiversità.
Di seguito, si riportano – nel dettaglio – le domande che sono state poste dai tecnici e rivolte alle aziende sia del territorio interessato dal progetto, sia di aree vicine, a fronte di una ricca presenza di produttori provenienti anche dalle altre province venete:
1)            Ritenete che il passaggio da un’agricoltura convenzionale a una biologica possa diventare un’opportunità dal punto di vista ambientale, colturale, economica per voi?
2)            Per arrivare a degli obiettivi prefissati soddisfacenti ritenete che la presenza nel territorio di  un gruppo di tecnici specializzati e con esperienza coordinata dal Biodistretto possa essere utile?
3)            Il biodistretto può essere utile nell’affiancamento alle aziende negli aspetti burocratici- amministrativi?
4)            Vi aspettate che l’affiancamento da parte del Biodistretto possa essere utile anche in termini di promozione e valorizzazione commerciale dei vostri prodotti?

Valutazione e breve sintesi

La vivacità degli scambi è stata riportata in cartelloni da parte dei tecnici animatori dei singoli tavoli. Ciò ha permesso, a conclusione dell’incontro, di discutere e valutare gli elementi emersi e l’efficacia degli scambi, anche per comprendere se e come tale percorso sia replicabile nel proseguo delle attività dei Biodistretti allo scadere del progetto.

La prima impressione generale, che è emersa dalla ricca partecipazione e dai modi specifici di rispondere ai temi proposti, è quella del forte interesse e partecipazione intorno al biologico e del bisogno,  da parte dei produttori, di avere un miglioramento sostanziale della qualità delle conoscenze del settore. Emerge anche, però, che c’è ancora molta resistenza da parte delle aziende convenzionali e che sarebbe opportuno coinvolgerle su una dinamica costruttiva e ‘pianificata’ di partecipazione ad un approccio agroecologico e biologico della produzione agricola.

Gli incontri partecipativi sembrano svolgere quel giusto processo volto a dinamizzare la partecipazione e la coesione di un gruppo operativo, mettendo a valore le esperienze e capacità innovative delle aziende; tali incontri sono peraltro uno strumento per configurare una modalità con cui acquisire esigenze tecniche delle aziende.

L’interesse manifestato per il World Cafè lo rende adatto a favorire un processo di scambio  delle conoscenze-competenze, per sviluppare la voglia di conoscenza e apprendimento in forma progressiva e costante e per beneficiare di ogni forma di esternalità positiva indotta dalla reciproca conoscenza e dalla facilitazione degli scambi.

Dai tavoli di lavoro, a conclusione di un dibattito vivace e movimentato, sono emerse le seguenti indicazioni
Indicazioni emergenti da WorldCafè 11luglio2018 FIRAB

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