Il voto del Parlamento europeo il 17 giugno potrebbe eliminare etichettatura e tracciabilità, aprendo la strada a sementi brevettate e organismi geneticamente modificati senza garanzie di trasparenza. Le associazioni di produttori biologici e biodinamici europei si mobilitano in difesa del diritto di scegliere cosa coltiviamo e cosa mangiamo.

di Cristina Grandi
L‘Unione europea sta preparando una nuova normativa che rischia di deregolamentare i nuovi OGM, chiamati anche Nuove Tecniche Genomiche – NGT.
Se la proposta su cui si esprimerà il Parlamento Europeo il prossimo 17 giugno verrà approvata senza significative migliorie, i nuovi organismi geneticamente modificati potrebbero essere immessi sul mercato senza valutazioni preventive indipendenti dei rischi, senza obblighi di tracciabilità e senza etichettatura chiara per consumatori e agricoltori. In pratica, i nuovi OGM potrebbero entrare nei nostri campi e nei nostri alimenti senza che cittadini produttori e agricoltori possano saperlo o scegliere consapevolmente.
Una minaccia per agricoltori, biodiversità e sovranità alimentare
La proposta rischia di favorire inoltre l‘espansione dei brevetti sulle sementi, incluso quelle che riportano i tratti delle varietà modificate senza che siano frutto di intervento genetico, aumentando il controllo di poche multinazionali sul sistema agricolo europeo. Ciò mette a rischio la libertà degli agricoltori di conservare e utilizzare sementi indipendenti, la biodiversità agricola, l‘agricoltura biologica e biodinamica e tutte le filiere che scelgono produzioni senza OGM.
Da anni l‘industria biotech presenta le nuove tecniche genomiche come la soluzione alla fame nel mondo e alla crisi climatica, oltre che ai problemi degli agricoltori. Tuttavia, non esistono prove sufficienti che questi prodotti possano garantire sostenibilità o sicurezza alimentare, temi che comunque richiedono approcci sistemici, non racchiudibili in una scelta tecnologica. Restano aperte importanti questioni ambientali sanitarie ed economiche e il principio di precauzione europeo rischia di essere indebolito. L‘attuale normativa europea sugli OGM è stata creata proprio per proteggere salute ambiente e libertà di scelta. Indebolirla significherebbe compromettere decenni di tutela dei cittadini europei.
Perché l‘etichettatura è fondamentale
Consumatori, agricoltori e produttori hanno il diritto di sapere cosa coltivano cosa acquistano e cosa mangiano. Se i nuovi OGM sono davvero sicuri e vantaggiosi come sostiene l‘industria e la ricerca biotech, allora non dovrebbe esserci alcun problema nel dichiararlo chiaramente in etichetta. La trasparenza non è un ostacolo all‘innovazione, è una garanzia democratica.
Cosa sta succedendo in Europa
La proposta legislativa sulle NGT è nella sua fase finale e la decisione è dunque ora nelle mani del Parlamento europeo.
L‘accordo preliminare sulla nuova normativa, discusso nelle istituzioni europee, rischia di eliminare requisiti fondamentali come l‘etichettatura obbligatoria, la tracciabilità lungo tutta la filiera e le garanzie di trasparenza per produttori e consumatori, oltre a legittimare una brevettazione del vivente che si estende nel tempo e nello spazio con la riproduzione delle piante e alla ‘genetica’ includendo tratti naturali analoghi a quelli della manipolazione di cui si chiede la privativa.
Il mondo del biologico europeo si mobilita
Le associazioni europee del biologico e della biodinamica hanno lanciato delle campagne per fare pressione sui membri del Parlamento europeo che voteranno a breve affinché prendano decisioni a favore del diritto dei cittadini alla trasparenza, per un‘agricoltura libera da OGM, la sovranità alimentare europea, la biodiversità e a sostegno del lavoro degli agricoltori.
FIRAB invita ad aderire alle campagne
È possibile inviare email agli eurodeputati e chiedere loro di respingere la deregolamentazione dei nuovi OGM, di mantenere obbligatorie la tracciabilità e l‘etichettatura e di proteggere agricoltori, consumatori e ambiente.
Le campagne del movimento del biologico e biodinamico europeo:
La campagna dell’associazione di agricoltori La Via Campesina:
