Dal progetto europeo Life GRACE è nato un modello di rigenerazione territoriale che unisce allevamento estensivo, biodiversità, mense scolastiche e reti locali: un’esperienza che dimostra come dialogo, cooperazione e agroecologia possano generare valore economico, ambientale e sociale.

di Alba Pietromarchi
Ci sono progetti che si scrivono solo sui fogli di calcolo e progetti che nascono dall’ascolto. Life GRACE – progetto europeo di governance ambientale nei siti Natura 2000 del Lazio, conclusosi a fine 2025 – appartiene a questi ultimi. Per anni abbiamo lavorato per costruire un dialogo diretto tra il mondo della produzione biologica, l’agroecologia e la ricerca, unendo sostenibilità economica e ambientale. Il progetto ha visto come capofila ARSIAL e un partenariato d’eccellenza composto da Sapienza Università di Roma (con il DEB), FIRAB, Green Factor e Comunità Ambiente.
Dall’ascolto di chi ha a cuore la terra è nata una consapevolezza scientifica e politica: la biodiversità non si protegge con decreti calati dall’alto, ma sostenendo una zootecnia estensiva, meglio se fondata sui principi del metodo biologico e dell’approccio agroecologico. Entrati nella fase vitale dell’After-Life, i semi piantati devono continuare a crescere negli 11.000 ettari di praterie seminaturali coinvolti, siti in aree Natura2000, e in tutti gli habitat preziosi e fragili che esistono solo grazie al pascolo di razze autoctone, come la Maremmana, il Pony di Esperia o la Capra Grigia Ciociara.
I numeri del Co-marketing e delle Reti Territoriali
Come FIRAB, insieme ad ARSIAL abbiamo guidato l’ideazione di un modello di cooperazione sul marketing flessibile e adattivo, traducendolo negli Accordi di rete territoriale. Abbiamo lavorato su diversi fronti per individuare la veste strategica più adatta alla carne da pascolo, analizzando le potenzialità di marchi territoriali come il brand “Natura in Campo” per le aree protette regionali. Un percorso non privo di ostacoli e complessità istituzionali per gli allevatori, che ci ha spinti a puntare non su rigidi contratti, ma su patti di collaborazione flessibili, volontari e reciproci. Oggi questa rete conta l’adesione formale di 75 attori (54 allevatori e trasformatori, 78 punti di distribuzione e 10 istituzioni), la maggior parte uniti da un comune Codice di Condotta.
I dati socio-economici registrati a fine progetto dimostrano la concretezza della strategia: le aziende della rete GRACE hanno registrato un incremento medio delle vendite del 27% rispetto agli operatori che non ne facevano parte. Nonostante le forti criticità strutturali del settore (come la chiusura dei macelli locali e il calo generalizzato dei consumi ovini), il modello ha retto, registrando picchi di vendita specifici per la carne bovina (+20,6%) ed equina (+29,7%). Inoltre, le filiere corte sono state potenziate attivando 5 iniziative di Box Schemes e filiere di solidarietà con i gruppi d’acquisto (come Gas-GAABE, GASP! Reti di Pace, Resistenza Campesina, Res Ciociaria e GAS BIBBI).
CAM e Mense Scolastiche: la leva degli acquisti pubblici
Un pilastro fondamentale dell’azione di FIRAB e ARSIAL è stato il supporto tecnico ai Comuni per l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nella ristorazione scolastica. Abbiamo affiancato 15 Pubbliche Amministrazioni nella redazione di capitolati d’appalto orientati alla filiera corta e alla carne da pascolo.
Questa esperienza è diventata una proposta politica ed ecologica strutturata all’interno dei Tavoli 6 (Mense) e 7 (Ristorazione) del Consiglio del Cibo di Roma Capitale. Abbiamo proposto l’inserimento della carne grass-fed nei menù scolastici e l’avvio di un marchio-ombrello per la ristorazione romana che preveda almeno il 25% di carni da allevamenti estensivi. Pur scontrandosi con i limiti attuali dei volumi d’offerta rispetto alla mole dei servizi romani (145.000-150.000 pasti al giorno), l’azione ha tracciato la strada per i bandi futuri proponendosi come ‘progetto speciale’.
La scuola è stata il fulcro del ricambio generazionale. FIRAB ha coordinato percorsi formativi d’eccellenza che hanno coinvolto 117 studenti e decine di docenti. Tra gennaio e febbraio 2024, all’IIS “San Benedetto” di Latina, è stata realizzata una Unità Didattica di 30 ore con laboratori di sezionamento e show-cooking guidati dai maestri macellai dell’ANIM (Associazione Nazionale Italiana Macellai), con il patrocinio di Federcarni, Confcommercio e CCIAA. Il modello è stato replicato a fine 2025 all’IPSEOA “Costaggini” di Rieti, traducendo la teoria agroecologica in competenze gastronomiche ed economiche concrete.
La scuola come ‘Laboratorio Vivente‘
L’animazione territoriale ha trovato la sua massima espressione in 12 World Café e 11 incontri informali: spazi in cui la “gentilezza relazionale” è diventata uno strumento di co-progettazione tra allevatori, cuochi, cittadini e decisori politici.
La salute dell’ambiente ha bisogno di cura, dati, visione e collaborazione. Life GRACE lascia in eredità un modello replicabile in cui il valore economico è inscindibile dal valore umano e ambientale. Perché il pascolo non è solo un habitat da proteggere, ma una via per il territorio che trova, nella gestione biologica e agroecologica, una straordinaria opportunità di rigenerazione, dignità e futuro sostenibile.
Per approfondimenti:http://lifegrace.eu
Il blog GRACE sul sito FIRAB: https://www.firab.it/progetto-life-grace/blog/
